Perché è questo il momento giusto per puntare sul Roero Nebbiolo?

Per anni, i frutti del Roero hanno silenziosamente alimentato il successo dei Barolo e Barbaresco
entry-level. Gran parte del Nebbiolo imbottigliato come Langhe Nebbiolo o Nebbiolo d’Alba
proveniva in realtà dai vigneti del Roero, eppure il nome appariva raramente in etichetta. Spesso i
produttori preferivano vendere le uve a marchi già affermati piuttosto che costruire un’identità
propria per il territorio.


Oggi questa dinamica sta cambiando. Una nuova generazione di produttori — tra cui Nicola
Pasquero, Alberto Oggero e Luca Valfaccenda — sta attivamente riposizionando il Roero come il
terzo pilastro accanto a Barolo e Barbaresco. Iniziative come SoloRoero e Rotaria si concentrano
sulla comunicazione, sulla mappatura dei terroir e sull’incoraggiare i produttori a imbottigliare sotto
la DOCG Roero, anziché nasconderne l’origine.


Come afferma Nicola Pasquero:
“[…] ha più senso presentarli insieme: geograficamente sono molto vicini e condividono molte
caratteristiche in termini di terroir.
”

Quindi, perché è questo il momento giusto per scegliere il Roero Nebbiolo?

  1. Un rapporto qualità-prezzo migliore rispetto al Barolo I prezzi del Barolo sono aumentati
    drasticamente, specialmente nella ristorazione e nei mercati esteri. Gli acquirenti sono sempre più
    esitanti di fronte a Barolo giovani e costosi, data anche la disponibilità di annate mature. Il Roero
    offre l’accesso a un Nebbiolo di alta qualità a prezzi significativamente più contenuti.
  2. Uno stile in linea con i gusti moderni I terreni sabbiosi del Roero producono vini con profumi
    più intensi, tannini più morbidi, note di fragola più brillanti e una maggiore prontezza. Rispetto al
    profilo più strutturato e austero del Barolo classico, il Roero è immediatamente più bevibile e in
    linea con l’attuale preferenza per la freschezza e l’eleganza.
  3. Un ponte tra prestigio e accessibilità Il Roero colma un vuoto importante. Offre a ristoranti ed
    enoteche un Nebbiolo che funziona bene alla mescita e ha una rotazione più veloce, offrendo al
    contempo ai consumatori un’espressione autentica senza i costi, o l’attesa, del Barolo.
  4. Un valore ancora sottostimato Con circa 194 ettari di Nebbiolo contro gli oltre 2.000 del
    Barolo, il Roero rimane una realtà relativamente piccola e ancora poco riconosciuta. I prezzi non
    hanno ancora raggiunto il livello della qualità, creando un’opportunità simile a quella che si verificò
    nei villaggi meno noti della Borgogna prima che la domanda globale esplodesse.
  5. La consapevolezza sta finalmente crescendo Storicamente, il punto debole del Roero è stata la
    comunicazione, non la qualità. Grazie agli sforzi coordinati dei produttori, a degustazioni
    internazionali come il Nebbiolo Day e a una narrazione più forte del terroir, la regione sta
    guadagnando terreno tra sommelier e importatori.

Il concetto chiave è semplice: un Roero di alto livello può dare più soddisfazione di un Barolo
base.

Gli amanti del Nebbiolo iniziano a guardare oltre le etichette più prestigiose. Mentre Barolo e
Barbaresco rimangono i punti di riferimento, cresce la ricerca di valore, eleganza e immediatezza: il
Roero si inserisce perfettamente in questo spazio.